DIPENDENZA E TRANSIZIONE ENERGETICA. MA CHI PAGA IL CONTO DA QUI AL 2040?

DIPENDENZA E TRANSIZIONE ENERGETICA. MA CHI PAGA IL CONTO DA QUI AL 2040?

Le parole della Presidente Von der Leyen meritano una riflessione seria. 

Ma non è la stessa Commissione europea che riconosce oggi, che l'Europa dipende dalla Cina per oltre l'80% di molte materie prime critiche e fino al 90% per alcune terre rare: materiali fondamentali proprio per auto elettriche, batterie, semiconduttori e tecnologie della transizione ? 

La loro soluzione quale sarebbe? non possiamo pensare di conquistare l'indipendenza energetica passando dalla dipendenza dal barile alla dipendenza dalla batteria.
L'elettrico deve certamente essere una parte della transizione. Ma insieme a biocarburanti avanzati, HVO, biometano, e-fuels, rinnovabili, nucleare e tutte quelle tecnologie capaci di ridurre realmente emissioni e dipendenza dall'estero. 

Ma esiste un problema ancora più urgente: il presente.
Parliamo del 2040. Ma come arriviamo al 2040?
In Italia, al 18 settembre 2026, il prezzo medio nazionale self-service è arrivato a 2,149 euro/litro per la benzina e 2,294 euro/litro per il gasolio. In autostrada siamo rispettivamente a 2,241 e 2,375 euro/litro. Sono dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ogni aumento del gasolio colpisce autotrasporto, logistica, distribuzione, agricoltura, pesca, cantieristica, servizi e migliaia di PMI. E inevitabilmente una parte di questi maggiori costi finisce sul prezzo dei prodotti acquistati dalle famiglie.

Questa è l'emergenza di oggi. Non del 2040.
Ed è su questo che vorremmo ascoltare risposte altrettanto forti dall'Europa e dal Governo italiano.
E poi ci sono i distributori di carburante.
Chi sostiene economicamente la trasformazione di decine di migliaia di punti vendita?
Non possiamo chiedere a un distributore di affrontare contemporaneamente il caro energia, margini estremamente compressi, investimenti tecnologici, nuovi obblighi normativi e infine finanziare con le proprie risorse la trasformazione della propria attività.
Se vogliamo che le stazioni di servizio diventino hub energetici del futuro, allora bisogna costruire le condizioni economiche per farlo.
Il distributore di domani potrà offrire carburanti tradizionali durante la transizione, HVO e altri biocarburanti sostenibili, ricarica elettrica e, dove economicamente e tecnicamente possibile, ulteriori vettori energetici.
Ma questa trasformazione richiede capitali, infrastrutture, connessioni alla rete elettrica, autorizzazioni, spazi e tempi di ritorno degli investimenti sostenibili.
Non basta imporre una direzione. Bisogna spiegare chi finanzierà il percorso.

L'Europa deve decarbonizzare. Ma deve farlo mantenendo industria, occupazione e competitività sul proprio territorio, invece di finanziare la Guerra, queste risorse possono realmente cambiare la nostra prospettiva energetica, sento da anni idee confuse, senza una strategia e visione seria, basta slogan politici fate parlare a chi del settore capisce le sue problematiche. 
Saluti 
Giuseppe Barretta 
@inprimopiano Peppe Barretta GestoriCarburanti Faib Nazionale Pompe Bianche Stazione Eni Furco Teresa Eni Station Statale Licata Luca Esso Cifinelli Esso Del Pino Snc Stazione di Servizio Q8 - Zetagas Distributore Q8 Easy Tony Rossetti Rosy Mattei Aroldo Curzi Mattei

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